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Paragrafo 3 . La Toscana dai Medici ai Lorena.

     
Mentre  i  Borbone  si  insediavano nell'Italia meridionale,  un'altra
dinastia straniera, quella dei Lorena, occupava la Toscana, che  aveva
visto estinguersi nel 1737 il dominio mediceo.
     Anche  nel  granducato la crisi generale in  corso  nel  Seicento
aveva  lentamente trasformato una classe dirigente composta in passato
da  mercanti,  banchieri  e produttori tessili  in  un  patriziato  di
proprietari terrieri, raccolto intorno alla corte medicea. Soltanto il
porto  franco  di  Livorno,  che costituiva  un  importante  punto  di
appoggio  per le flotte mercantili europee, manteneva una sua vitalit
commerciale,  senza tuttavia riuscire a scuotere l'inaridita  economia
toscana.
     La  dinastia  che aveva guidato per quasi tre secoli la  regione,
quella  dei  Medici,  sembrava ormai destinata  a  tramontare.  Se  il
governo   del  bigotto  Cosimo  terzo  (1670-1723)  si  era   rivelato
inefficace ed improntato ad un rigido clericalismo, quello del  figlio
Gian  Gastone  (1723-1737), un principe depravato ed irrimediabilmente
privo  di  eredi, sembrava testimoniare, nell'assoluto cinismo  e  nel
disinteresse per le cose dello stato, l'irreversibile decadenza  verso
cui si avviava la regione e la famiglia regnante.
     In  effetti,  quando ancora al tempo di Cosimo terzo fu  evidente
che la sua famiglia era prossima all'estinzione, la diplomazia toscana
si  era  mossa  per ripristinare una sorta di repubblica  patrizia  ed
evitare  che  il  granducato venisse schiacciato e  smembrato  fra  le
potenze  europee.  Il granduca invece brigava per designare  come  sua
erede la figlia, che era andata sposa all'elettore Palatino.
     Ma  i tentativi dei diplomatici toscani e dello stesso sovrano si
rivelarono   vani.  La  questione  dell'eredit  medicea  divenne   un
importante  nodo della diplomazia internazionale. In  un  primo  tempo
quest'ultima sembrava propensa ad assegnare il granducato a  Carlo  di
Borbone, figlio di Filippo quinto di Spagna. Ma quando Carlo occup il
regno  di  Napoli durante la guerra di successione polacca,  per  quel
rigido  criterio  dell'equilibrio  di  potere  che  caratterizzava  la
diplomazia europea, la Toscana venne consegnata a Francesco Stefano di
Lorena,  marito di Maria Teresa e genero dell'imperatore Carlo  sesto,
che  in  cambio  cedette  la  Lorena allo  spodestato  re  di  Polonia
Stanislao Leszczynsky.
     Francesco  di Lorena si impegn comunque affinch la Toscana  non
si  trasformasse in una semplice appendice dell'Austria, e dispose che
dopo  la  sua  morte  essa fosse affidata ad un suo  discendente,  che
risiedesse   nella  regione.  Il  nuovo  granduca  fu   immediatamente
distratto  al  suo  nuovo  dominio  dai  gravi  avvenimenti   che   si
annunciavano  all'orizzonte  e  che riguardavano  la  questione  della
successione  imperiale. Dopo aver visitato fugacemente  il  granducato
nel  1737,  il Lorena vi lasci un consiglio di reggenza  che  avrebbe
governato  la Toscana fino al 1765. La guerra di successione austriaca
lo avrebbe consacrato imperatore con il nome di Francesco primo (1745-
1765).
     La  reggenza  lorenese  si  trov davanti  ad  un'amministrazione
politica  e finanziaria, quella ereditata dal passato governo mediceo,
confusa ed inefficiente,
     
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     e  ad  un  quadro  economico arretrato,  frenato  da  impedimenti
interni  di ogni tipo e dai privilegi giuridici detenuti dalla nobilt
e  dal  clero. Ad una tale situazione il consiglio preposto  cerc  di
porre rimedio, avanzando alcune timide riforme.
     Nella   nuova   classe  di  amministratori,  incoraggiati   dalla
reggenza,  cominci a distinguersi un giovane giurista,  Pompeo  Neri,
che  sarebbe  stato  destinato ad una brillante carriera  al  servizio
degli  Asburgo, per poi diventare un cardine delle riforme leopoldine,
avviate  in  Toscana  nella seconda met del secolo  diciottesimo  dal
granduca Pietro Leopoldo (1765-1790).
